FIBROMI UTERINI: spesso la soluzione non è quella più radicale (asportazione dei fibromi o dell’utero)
Cosa sono i fibromi?
Innanzitutto un chiarimento, visto che spesso le pazienti mi pongono questo quesito: fibromi, miomi e leiomiomi sono la stessa cosa e cioè delle neoformazioni benigne che si sviluppano a partire dal tessuto muscolare dell’utero.
Quali sono i sintomi che possono determinare?
Premesso che non sempre causano sintomi, quando presenti quelli più frequenti possono essere uno o più dei seguenti:
- Mestruazioni abbondanti e/o dolorose.
- Dolore, pressione o sensazione di “gonfiore” addominale.
- Necessità di urinare spesso.
- Stitichezza o dolore in caso di mancata evacuazione intestinale.
- Difficoltà a rimanere incinta.
Vanno sempre trattati?
NO se non danno sintomi o se danno sintomi ma la paziente è prossima alla menopausa.
Come vengono trattati?
Se causano sintomi, esistono diverse opzioni terapeutiche, ognuna delle quali ha delle precise indicazioni ed uno specifico obiettivo e presenta rischi e benefici.
Il trattamento più adatto dipende da:
- L’età (la maggior parte dei fibromi si riduce o smette di causare. sintomi dopo la menopausa, ovvero quando cessano le mestruazioni).
- Se la paziente non esclude la possibilità di una gravidanza in futuro.
- Le dimensioni, il numero e la posizione dei fibromi.
- Non da ultimo, il trattamento che la paziente preferirebbe eseguire.
Distinguiamo 3 categorie di trattamenti:
a) Trattamenti “SINTOMATICI”, cioè finalizzati ad interrompere/ridurre i sanguinamenti e conseguentemente il dolore mestruale, senza però avere alcun effetto sul numero e sulle dimensioni dei fibromi stessi, quali:
- Farmaci: contraccettivi (pillole, anello vaginale, cerotto ed impianto sottocutaneo), alcuni farmaci ed a volte la spirale medicata possono rendere il ciclo più leggero. Questa soluzione spesso può essere praticabile anche da chi cercherà una gravidanza in futuro.
- Trattamento per distruggere il rivestimento interno dell’utero (endometrio): questo intervento è chiamato “ablazione endometriale” e si svolge in anestesia. Il medico inserisce un sottile strumento nell’utero e, mediante un’ansa elettrificata, procede alla distruzione dell’endometrio (la mucosa che riveste la cavità uterina) con conseguente cessazione definitiva (o riduzione significativa) delle mestruazioni. Questa procedura non è indicata per le persone che desiderano una gravidanza.
b) Trattamenti “CURATIVI ma non radicali”, cioè finalizzati – oltre che ad
interrompere/ridurre i sanguinamenti e conseguentemente il dolore mestruale – anche a ridurre le dimensioni dei fibromi stessi senza però eliminarli completamente:
- Farmaci: si tratta di alcuni farmaci che, oltre a bloccare le mestruazioni,
possono determinare una riduzione anche significativa dei fibromi, ma poiché non possono essere eseguiti per più di qualche anno e poiché la loro efficacia si estende solo fino ad alcuni mesi dal completamento del trattamento, possono essere eseguiti principalmente nelle pazienti non lontane dalla menopausa. Attenzione: in alcuni casi selezionati, questi farmaci possono essere utilizzati anche nelle pazienti che cercheranno gravidanza a breve termine (vedi ad esempio nei percorsi di fecondazione assistita).
c) Trattamenti “CURATIVI e radicali”, cioè finalizzati – oltre che ad interrompere/ridurre i sanguinamenti e conseguentemente il dolore mestruale – anche a rimuovere i fibromi:
- Trattamento per interrompere l’afflusso di sangue ai fibromi: questo intervento si chiama “embolizzazione del fibroma uterino”. Il medico inserisce un sottile tubicino in un’arteria della gamba e lo sposta fino all’utero per poi iniettare minuscole particelle per bloccare l’arteria che porta il sangue al fibroma che, non ricevendo più sangue, scomparirà rapidamente. È un’ottima alternativa alla chirurgia, ma non è indicata per chi cercherà gravidanza.
- Intervento chirurgico per rimuovere i fibromi: questo intervento si chiama “miomectomia“. Il medico rimuove i fibromi, ma lascia l’utero in sede. È efficace, ma spesso solo transitoriamente – frequentemente i fibromi ricrescono in seguito con conseguente nuova necessità di intervenire. Questo tipo di opzione solitamente comporta alla paziente ripetuti interventi di miomectomia, per poi finire in ultimo con l’asportazione dell’utero. Attenzione: pur essendo questa soluzione indicata anche per chi cercherà gravidanza, poiché per almeno i 6 mesi successivi all’intervento la paziente non dovrà cercare di rimanere incinta, non ha senso proporla alle pazienti che hanno fretta di cercare la gravidanza (vedi età superiore ai
35 anni o ridotta riserva ovarica, ecc..). - Intervento chirurgico per rimuovere l’utero: Questo intervento è chiamato “isterectomia“. Il medico rimuove l’utero e i fibromi al suo interno. In questo modo, i fibromi non possono più ricrescere, ma ovviamente rende anche impossibile rimanere incinta in futuro.
Qual è il trattamento più adatto a me?
Compito dello specialista è quello di proporre alla paziente non solo quello che è in grado di fare o che preferisce fare, ma tutte le opzioni terapeutiche realmente indicate nel suo specifico caso, affinché – insieme alla donna – possano scegliere il trattamento migliore, tenendo conto dei desideri della donna stessa.




